Moduloquattro Architetti Associati LAYERS
Moduloquattro Architetti Associati Fabrizio Ciappina, Giuseppe Fugazzotto, Antonello Russo, Gaetano Scarcella Collaboratori Monica Bellantone, Rosaria Antonella Testaì, Umile Molinaro, Giuseppe Vanadia Artista Roberto Pietrosanti, Sfere (coordinamento artistico: galleria A.A.M. Arte Architettura Moderna, Roma) Architetto invitato Laura Thermes Layers, alla eterogeneità e alla diluizione della città "diffusa", vuole contrapporre una stratificata e complessa città "densa". Questo frammento urbano allude a un disegno primordiale, a una scrittura terrestre apparentemente arcaica eppure carica di rimandi metaforici all'universo elettronico. La composizione è stata ordinata a partire dalla sovrapposizione di tre distinti layer. Il cretto basamentale Il primo di questi layer è il cretto basamentale, un'unica piastra incisa dalla viabilità carrabile e dai percorsi pedonali. In prossimità della crosta rocciosa esterna trovano posto le attività connesse al mercato mentre il nucleo centrale, oltre ai parcheggi e ai depositi, ospita le unità ecologiche e tecnologiche per la gestione centralizzata di ciascuna quadra. La copertura è costituita da un suolo artificiale interamente rivestito da un manto verde. Il cretto genera sequenze urbane molto serrate, la strada si conferma come il luogo del frammentario, del caos, del globale e del locale. Il parco delle unità di produzione e abitazione Il secondo layer si sovrappone fisicamente al primo ed è costituito interamente dalle unità d'abitazione e produzione, un sistema di stecche disposte nella direzione nord/sud. In risposta alle mutate esigenze della società post-industriale le ipotesi progettuali sono state rivolte alla individuazione di soluzioni capaci di superare tanto la classica dicotomia casa/lavoro, quanto i criteri dell'existenz minimum. Le unità si presentano come entità ibride che associano l'edificio per uffici e l'edificio per abitazione. La casa/ufficio è la cellula base, in essa avviene la produzione e commercializzazione dei cosiddetti immateriali. È un prototipo destinato a una sola persona ma si presta a configurazioni plurime. Consiste in un open space a doppia altezza in cui è presente un volume autonomo costituito dallo spazio del telelavoro; questo, come una vetrina, appare totalmente aperto verso la strada/ballatoio. Lo spazio abitativo ospita al piano terra la zona soggiorno/riposo, la zona pranzo e la zona destinata al benessere del corpo, al piano superiore la palestra e la serra. Una parete monitor connette la casa/ufficio al circuito globale. Ogni unità contiene una serie di spazi collettivi costituiti da sale riunione, salette multimediali, sala lavoro comune e, ancora, servizi centralizzati. Alla spiccata verticalità e all'immagine muraria lungo le strade si contrappone l'ampia dilatazione e le trasparenze verso il parco pensile, spazio di socializzazione in cui la sfera privata convive con una nuova dimensione pubblica dell'abitare. Il sistema pubblico Il terzo ed ultimo layer è quello pubblico. Nel forum mediatico si svolge la funzione urbana più pregiata ovvero l'irradiazione della cultura. Il forum è un grande vuoto quadrato di 150 m di lato, un campo verde abitato dagli edifici pubblici i quali si dispongono nello spazio determinando un'atmosfera metafisica, enfatizzata dalla presenza delle sculture dell'artista Roberto Pietrosanti. La collocazione del forum all'interno dell'impianto urbano conferisce a tale invaso il ruolo di cerniera tra diverse e tra loro conflittuali grandezze. In esso vi confluiscono la mediateca – un involucro cubico di 42 m di lato che ritrova nella vasta cavità interna gli elementi di massima intensità figurativa – la biblioteca – che accoglie con le sue forme scultoree l'ampio vuoto prospiciente – la torre della comunicazione – una centralina urbana, alta 100 metri, che riceve e irradia le informazioni e i suoni provenienti da tutto il mondo – la barra multimediale – un dispositivo, a collegamento tra i sistemi infrastrutturali della città e gli edifici del forum, che proietta nel campo grandi eventi mediatici. Il livello pubblico è completato da un parco, a cavallo dei sistemi infrastrutturali, e dai due padiglioni del benessere e dell'energia. Layers è un frammento di città ideale, sintesi di più città. Vi confluiscono la memoria, l'innovazione e l'utopia sociale. Layers è una città possibile.
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